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Festa degli alberi | | |
Il nostro territorio e la
sua vegetazione
IL TERRITORIO NELLA STORIA
Dalla grande Carta Catastale del “Retratto del Gorzon”, che si trova presso il Museo Civico
Etnografico di Stanghella, si possono desumere importanti considerazioni sulla storia del
nostro territorio e sulla sua evoluzione nel tempo.
Nella Carta sono presenti elementi del territorio che ne delineano l’antico ambiente, come, per
esempio i fossi, i canali, le paludi e le vecchie vie di comunicazione.
IDROGRAFIA E AMBIENTE ANTICO
Le zone più depresse, a sud e sud-est dell’ abitato di Solesino erano occupate da paludi più o
meno estese e profonde, come Lago di Cuori, Lago de' Canton de Rigo, Lago La
Liviera, Lago del
Grotaro e della Griguola (pi— a est), circondate da vaste zone di pascolo. Tutte queste
zone furono
poi bonificate nel periodo veneziano.
Le zone più elevate erano gli “arzeri”, antiche vie di comunicazione che attraversavano
le aree più
depresse topograficamente, come gli “Arzeri de’ Solesin”, l’ ”Arzere Vechio del Gorzon” e quello
di
“Spin”.
IL LAGO DI CUORI
Era una fra le più grandi estensioni paludose della Bassa Padovana, insieme al Lago di Ponso e
della Griguola, verso Anguillara.
Il nome indica una plaga acquitrinosa d’ acqua stagnante, detta appunto
“cuoro”.
Si estendeva nell’area attualmente a sud-est del territorio comunale di Solesino, al di là della Statale
16, delimitato a nord dall’ attuale via Cuoro.
Vecchi canali erano invece: la “fossa del Brojo” , la “fossa della Rotta della Ca”, la “fossa viola”
,”Navegale”.

STORIA DELLA NOSTRA VEGETAZIONE
IL DINAMISMO DELLA VEGETAZIONE
Nelle nostre zone devono essersi succedute, molto lentamente nel tempo, diverse associazioni
vegetali in relazione al prosciugarsi di un territorio che anticamente era umido.
La nostra storia inizia con il sotterramento di un lago che ha subito vari cambiamenti nel tempo.
Tra il 600 e il 2500 a.C, in tutta la Pianura Padana c’era un tipo di vegetazione analogo a
quello rimasto in alcuni siti della provincia di Ferrara op
pure nel “BOSCO DEI LAVACCI”, situato
vicino a noi nel comune di Villa Estense.
Uscita da una fase climatica fredda e con il clima che andava migliorando, la foresta aveva
recuperato ampi spazi. La pianura, in molti luoghi paludosa per il divagare dei corsi d’acqua che
scendevano dalle alpi (l’Adige e altri fiumi minori), si era coperta con un immenso bosco deciduo di
farnie
,
olmi
,
aceri campestri
;
carpini bianchi
,
frassini maggiori
,
noccioli
,
tigli
,
pioppi
,
salici
, e un
sottobosco di
biancospini
,
sambuchi
,
sanguinella
,
rovi
, e altre essenze, vegetazione in cui
farnie
e
roveri
raggiungevano i 50 e più metri di altezza.
I PRIMI INTERVENTI ANTROPICI
Tra i 5000 e i 2500 anni fa, si inserisce l’uomo del Neolitico e della prima età del Bronzo, capace
di
levigare pietre e costruire asce con cui, tra l’altro, abbattere alberi per creare piccoli spazi su
cui
pascolare mandrie e praticare una agricoltura itinerante. E’ il primo intervento di colonizzazione del
suolo. Poi con l’età del ferro l’uomo comincia ad insediarsi stabilmente nella Pianura Padana;
l’agricoltura diventa stanziale. Ne consegue un maggior disboscamento e anche un cambiamento
nell’assetto floristico a causa di alcune specie “clandestine”, introdotte dall’uomo con le sue culture
cerealicole.

Il TERRITORIO DELL’UOMO
Dopo il Neolitico, il primo vero intervento di colonizzazione su vasta scala, fu operato dai Romani.
Molte “silvae” vennero trasformate in terreno coltivato o adatto alla pastorizia.
Con l’uomo d’ora in poi si dovrà fare i conti. Il suo intervento sull’ambiente ha avuto una velocità
senza precedenti. Attualmente la nostra pianura è caratterizzata da un clima continentale padano di
transizione, con notevoli escursioni termiche e precipitazioni concentrate in primavera e autunno.
La lunga siccità estiva influenza la vegetazione e le estese colture (seminativo, vigneti, frutteti
e prati
artificiali); la vegetazione spontanea erbacea è invece relegata ai margini dei prati, siepi, bordi
delle
strade, ruderi, fossati e greti dei corsi d’acqua. Nuove piante giunsero in Europa dopo la scoperta
del Nuovo Mondo, modificando radicalmente i nostri costumi e i nostri ambienti .
Sono la patata, i fagioli, il pomodoro, il mais, la zucca, il girasole, il peperone e il tabacco.
Con
queste colture arrivarono anche le loro piante infestanti, le così dette malerbe, che si
sono qui
stabilmente inserite.
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